La cosa semplice, perché deve essere impossibile?
11 AGO 20

Sul ring uno spettacolo surreale, due pugili, uno stanco, col fiato corto gioca in difesa, l’altro gli gira intorno, minaccioso, più fresco, cerca di assestare il colpo finale, però è incerto, ha la mente tormentata da un dubbio tremendo:”Cosa me ne farò della vittoria? Certo, strappare il volante di mano agli altri è una grande soddisfazione, ma poi la manutenzione della macchina la dovrei fare io. Brutta rogna”. I numerosi, variopinti secondi dei due sono divisi anche al loro interno, chi si frega le mani e chi se le mette nei capelli. I tifosi in platea si agitano, si sfogano rumorosamente, beatamente incoscienti che, perdurando quel metodo di combattimento, comunque finisca, chiunque prevalga, saranno sempre loro a pagare il biglietto. Non capiscono che l’interesse vero, reale, di tutti loro, sarebbe salire sul ring e costringere i due pugili a smetterla con quello spettacolo indegno e inutile. Sarebbe pure l’unico modo perché il prezzo del biglietto potesse ridursi.